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Perché Mark Zuckerberg copre la webcam del suo computer (e perché dovreste farlo anche voi)

Perché Mark Zuckerberg copre la webcam del suo computer (e perché dovreste farlo anche voi)

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La foto di Mark Zuckerberg per celebrare i 500 milini di utenti mensili di Instagram svela dettagli interessanti sulla ricerca di privacy del numero 1 di Facebook Facebook/Mark Zuckerberg/IBTimes Italia

Perché Mark Zuckerberg copre la webcam del suo computer (e perché dovreste farlo anche voi)

Nelle scorse ore Mark Zuckerberg ha condiviso sul proprio account Facebook una fotografia celebrativa di un importante traguardo raggiunto da Instagram: i 500 milioni di utenti mensili attivi. L’immagine, che mostra il multimiliardario davanti alla sua scrivania all’interno di una cornice di cartone, è interessante per due particolari: il fondatore del più popolare social network al mondo a quanto pare tende ad essere piuttosto prudente in termini di sicurezza informatica, visto che ha avuto cura di mettere del nastro adesivo su webcam e microfoni del suo computer Mac.

Per carità, Zuckerberg in questo periodo è davvero il personaggio pubblico meno indicato a parlare di sicurezza informatica. Appena un paio di settimane fa degli hacker sono riusciti a violare con facilità i suoi account su vari social network (ma non su Facebook) grazie al fatto che la password scelta fosse la stessa per tutti ed anche estremamente facile: “dadada”.

Inoltre, è piuttosto difficile non cogliere l’ironia dell’interesse per la privacy da parte del numero 1 di un’azienda che deve il suo successo alla raccolta di informazioni su oltre un miliardo di utenti ogni singolo giorno. Ovviamente non c’è nessuna garanzia al 100% che quella che si vede nella foto sia realmente la scrivania di Zuckerberg, anche se a settembre del 2015 Mr Facebook si fece riprendere in un live video mentre descriveva nel dettaglio ciò che c’era in quel punto degli uffici di Menlo Park.

Tornando all’argomento principale, mettere del nastro adesivo sulla webcam e sul microfono non è una mossa da paranoico: si tratta invece di un’iniziativa prudente ed anche piuttosto sensata. In ogni parte del mondo ci sono hacker che ogni giorno provano ad accedere alle webcam di altri internauti, per accedere ad informazioni personali (come le password), per raccogliere materiale da utilizzare per ricattare l’utente, o anche solo per ragioni puramente voyeuristiche.

Come detto, non è paranoia: accade ogni giorno, e tra le rivelazioni fatte emergere da Edward Snowden c’è anche quella relativa all’accesso alle webcam di milioni di persone da parte della National Security Agency (NSA) per scopi di sorveglianza. Occhio anche ai permessi che date alle app sia desktop che mobile: moltissime richiedono l’accesso alla fotocamera o al microfono (e sì, lo richiede anche Facebook, ironico no?).

La foto di Mark Zuckerberg per celebrare i 500 milini di utenti mensili di Instagram svela dettagli interessanti sulla ricerca di privacy del numero 1 di Facebook Facebook/Mark Zuckerberg/IBTimes Italia

La lezione che si può trarre dall’immagine di Zuckerberg è molto semplice: se persino uno degli uomini più ricchi del mondo, una persona che sceglie “dadada” come password per i suoi account, decide di mettere in atto una semplice contromisura a difesa della sua privacy per evitare che qualcuno sbirci nella sua vita, forse dovreste decisamente pensare di farlo anche voi.

fonte: http://it.ibtimes.com/